Nelle faggete attorno alla Tana vivono diversi animali affascinanti: tra gli abitanti più particolari c’è uno dei coleotteri più belli e più grandi d’Europa (può raggiungere i 40mm), ma allo stesso tempo è anche uno dei piú rari perché per riprodursi necessita di condizioni particolari che scarseggiano nei nostri boschi. E’ la Rosalia alpina, ovvero il  Cerambice del faggio.

Vive nelle faggete che nelle nostre montagne non sono né rare né minacciate. Ma affinché le sue larve possano svilupparsi devono disporre per diversi anni di tronchi di faggi ormai morti, di cui si nutrono. Per decenni, nei nostri boschi sfruttati in modo intensivo ogni albero morto o ramo rotto è stato raccolto, per tenerli “puliti”. Per cui l’unico legno secco di faggio esposto al sole si trova praticamente soltanto nelle pile di legna da ardere che in genere arrivano al forno o nel camino prima che le larve abbiano il tempo di svilupparsi interamente. Questa nostra pratica ha limitato fortemente l’habitat della Rosalia rendendola una specie a rischio (Lista Rossa IUCN) e protetta dalle leggi europee.

Considerate le scarse conoscenze e la sua importanza del punto di vista conservazionistico, nel 2018 è stato avviato nel il territorio del Parco Naturale delle Prealpi Giulie un monitoraggio nell’ambito del progetto Interreg Nat2Care. Per questo progetto sono molto importanti le informazioni raccolte occasionalmente da chi visita a vario titolo le aree del Parco: se osservate un esemplare di Rosalia alpina potete segnalare il dato all’Ente Parco o tramite l’applicazione i-Naturalist, partecipando attivamente al monitoraggio della specie e contribuendo quindi alla conservazione della stessa.


(Fonte: La Voce del Parco, Dicembre 2018)